• Il sangue umano è un fluido viscoso di origine naturale, indispensabile alla vita e soprattutto non riproducibile artificialmente e costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza. 
    L'impossibilità di ottenerlo tramite procedimenti chimici e il suo larghissimo impiego terapeutico rendono il sangue sempre insufficiente. Non c'è istituzione o singolo che, da solo, possa far fronte a questa perenne emergenza che può essere superata solo con la consapevolezza e la solidarietà di tutti i cittadini.
  • Il 65% della popolazione italiana ha un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, ma solo il 3% sono donatori.
    La maggior parte di noi può donare sangue; farlo è un gesto di sensibilità e consapevolezza che fa sentire appagati e certi di aver contribuito ad aiutare qualcuno bisognoso della nostra generosità.
  • Donare fa bene anche a noi stessi perché i Centri Trasfusionali effettuano ogni volta un controllo del nostro stato di salute attraverso accurati esami di laboratorio e visite sanitarie. Una buona diagnosi precoce ci fornisce, quindi, la possibilità di vivere con maggior tranquillità sapendo di essere monitorati.
  • In Italia, il fabbisogno annuo di sangue intero, secondo le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, è di 2.500.000 unità di sangue, mentre quello del plasma è di 1.077.000 litri. La nostra nazione non è ancora del tutto autosufficiente, specie per i plasmaderivati.
  • I donatori di sangue nel Veneto sono circa 160.000 e le donazioni da loro offerte ogni anno sono circa 280.000, ma i consumi ospedalieri crescono continuamente e ci pongono nella necessità di proseguire a cercare nuovi volontari che si rendano disponibili a donare il proprio sangue con una certa periodicità.
  • negli interventi chirurgici e trapianti di organo;
  • nella cura di leucemie o malattie oncologiche;
  • nei servizi di primo soccorso e di emergenza;
  • nelle varie forme di anemia cronica.

Si deve agli studi compiuti dal medico austriaco Karl Landsteiner (1868-1943), la scoperta dei gruppi sanguigni. Nel 1901 pubblicò uno studio in cui affermò che sulla superficie dei globuli rossi dell'essere umano sono presenti delle sostanze chiamate agglutinogeni. Sulla base di queste scoperte, il dottor Landsteiner distinse nella specie umana tre gruppi sanguigni che furono chiamati A, B, O (zero). Nel 1902 due suoi allievi, Alfred von Decastello (1872-1960) e Adriano Sturli (1873-1964), scoprirono un quarto gruppo, molto raro, che fu chiamato AB. Solo allora si riuscì a capire perché quando in passato veniva iniettato il sangue di un individuo sano ad uno malato, si avevano frequentemente conseguenze mortali per quest'ultimo.

La seconda grande scoperta di Landsteiner avvenne nel 1940 e fu condivisa con lo statunitense Alexander Solomon Wiener (1907-1976): il fattore Rh, così chiamato dalla scimmia "Macacus Rhesus", sul cui sangue furono compiute le ricerche. Essi misero in evidenza nei globuli rossi della scimmia un antigene (una sostanza che può creare reazioni di difesa nell'organismo) che può determinare nel sangue di altri individui un fenomeno di agglutinazione simile a quello dovuto all'incompatibilità fra gruppi sanguigni.

Ogni gruppo sanguigno fu così distinto in Rh positivo e Rh negativo, a seconda che l'antigene fosse presente o assente. La scoperta fu di straordinaria importanza non solo per rendere ancora più sicure le trasfusioni, ma anche per giungere all'origine di una malattia, l'eritroblastosi fetale, dovuta proprio all'incompatibilità fra il sangue materno e quello del feto quando la madre abbia il sangue Rh negativo e il padre Rh positivo.
In questa circostanza, infatti, il sangue materno fa agglutinare i globuli rossi di quello del feto portandolo a morte se non viene praticata una trasfusione totale di sangue subito dopo la nascita.

Varie suddivisioni dei gruppi sanguigni e la percentuale media di presenza nella popolazione italiana:

  • Gruppo A con fattore Rh positivo (34%) o Rh negativo (6%)
  • Gruppo B con fattore Rh positivo (14%) o Rh negativo (3%)
  • Gruppo O con fattore Rh positivo (31%) o Rh negativo (5%)
  • Gruppo AB con fattore Rh positivo (6%) o Rh negativo (1%)

I tipi di donazione possibili sono:

  • Sangue intero
  • Plasma (plasmaferesi)
  • Piastrine (piastrinoaferesi)
  • Donazione multipla di emocomponenti
     
  • DONAZIONE DI SANGUE INTERO. Il prelievo di sangue intero ha una durata di circa 10 minuti. Il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge, è uguale a 450 millilitri +/- 10%

    Per gli uomini, la frequenza massima delle donazioni di sangue intero è di 4 volte l'anno (con intervalli minimi di 90 giorni fra una donazione e l'altra). Le donne in età fertile possono donare sangue intero al massimo 2 volte l'anno.
     
  • PLASMAFERESI. La plasmaferesi si esegue con un procedimento detto di aferesi svolto tramite un'apparecchiatura (separatore cellulare) che preleva il sangue del donatore e ne separa la componente ematica chiamata plasma, restituendogli i restanti elementi. Tutto viene eseguito con un solo ago e la durata del procedimento è di circa 45 minuti al termine del quale si ottiene una sacca con circa 600 millilitri di plasma.

    L'intervallo consentito fra una donazione e l'altra di solo plasma, nei Centri Trasfusionali di Verona e provincia è di 90 giorni, mentre tra una donazione di sangue intero e una di plasma devono intercorrere almeno 45 giorni.
    Il plasma si rigenera molto rapidamente senza nessuna ripercussione negativa sullo stato fisico.

    Il plasma rappresenta la componente liquida del sangue, grazie alla quale le cellule sanguigne possono circolare. È costituito prevalentemente da acqua (oltre il 90%), nella quale sono disciolte e veicolate molte sostanze quali proteine, zuccheri, grassi, sali minerali, ormoni, vitamine, anticorpi e fattori della coagulazione.
     
  • PIASTRINOAFERESI. La piastrinoaferesi si svolge con le medesime modalità della plasmaferesi, con l'unica differenza che alla fine del processo di aferesi si otterrà una sacca di piastrine.

    Questo tipo di donazione, della durata di circa un'ora e mezza, richiede l'utilizzo delle piastrine entro 5 giorni dal prelievo per la terapia di alcune gravi malattie come per esempio le leucemie, per i pazienti oncologici in chemioterapia e come supporto fondamentale nei trapianti di midollo osseo.
    Questa donazione viene normalmente richiesta dal medico trasfusionista a donatori con caratteristiche adatte.

    Gli intervalli previsti sono quelli richiesti per la plasmaferesi.

    Le piastrine sono gli elementi più piccoli presenti nel sangue e hanno una funzione importante nella coagulazione del sangue.
     
  • DONAZIONE MULTIPLA DI EMOCOMPONENTI. Grazie all'impiego di separatori cellulari è oggi possibile effettuare anche donazioni multiple di emocomponenti come ad esempio una eritroplasmaferesi (donazione di plasma e globuli rossi), una eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e piastrine), una donazione di piastrine raccolta in due sacche, una plasmapiastrinoaferesi (donazione di plasma e piastrine).
    Questo tipo di donazione non è molto comune ed è richiesta dal medico trasfusionista, in caso di particolari necessità, ai donatori con caratteristiche adatte.

Al momento della donazione devono essere nella norma, cioè nei limiti previsti dalla legge:

  • età compresa tra 18 anni e i 65 anni (per candidarsi a diventare donatori di sangue l'età massima consentita è 60 anni), con deroghe a giudizio del medico trasfusionista;
  • peso non inferiore a 50 Kg;
  • pulsazioni comprese tra 50-100 battiti/min (anche con frequenza inferiore per chi pratica allenamenti sportivi intensi);
  • pressione arteriosa sistolica (massima) tra 110 e 180 mm di mercurio e diastolica (minima) tra 60 e 100 mm di mercurio;
  • stato di salute buono.

Non può donare chi ha comportamenti a rischio, tipo: assunzione di sostanze stupefacenti, alcolismo, rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive, o chi è affetto da infezione da virus HIV/AIDS o portatore di epatite B o C, o chi fa uso di steroidi o ormoni anabolizzanti.
Alcune condizioni patologiche o comportamentali non sono compatibili temporaneamente o definitivamente con la donazione in quanto dannose per il donatore e/o per il ricevente.
Non esistono categorie di persone escluse dalla donazione, ma nella selezione del donatore sono valutati i comportamenti individuali che possono risultare a rischio.

Per approfondimenti guarda i "Criteri di idoneità - sospensione temporanea o definitiva".

Centri Trasfusionali

Occorre recarsi in qualsiasi Centro Trasfusionale di Verona e provincia che si potrà scegliere in base alle proprie comodità. Le strutture principali, oltre che essere aperti tutte le mattine dal lunedì al venerdì, sono disponibili ad accogliervi anche il sabato e la domenica (clicca qui per visualizzare l'elenco di tutti i Centri Trasfusionali e Unità di Raccolta di Verona e provincia con giorni e ore di apertura).

Valutazione dell’idoneità alla donazione

Per donare non è necessario essere totalmente a digiuno, anzi si può fare una leggera colazione (frutta fresca o spremute, the o caffè poco zuccherati. Non si possono assumere grassi, né bere latte o i suoi derivati). 
Le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale non devono sospenderne l'assunzione quotidiana.

Occorre recarsi in un Servizio Trasfusionale con un documento di riconoscimento, il tesserino sanitario e il codice fiscale. Si deve compilare un modulo che consenta di valutare l'idoneità dell'aspirante donatore e per dare il consenso alla donazione. 
Di seguito, si svolge un colloquio con personale medico per accertare che il candidato abbia i requisiti per diventare donatore e per stabilire il tipo di donazione più indicata: sangue intero o suoi componenti. 
Dopo la visita medica viene effettuato il prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio.

Dopo qualche giorno vengono inviati a domicilio i risultati e, se regolari, nei mesi successivi ci si può ripresentare in un Servizio Trasfusionale per effettuare la prima donazione.

Ad ogni donazione, si dovrà compilare il modulo per la valutazione sanitaria del donatore e per il consenso alla donazione. Successivamente, il medico trasfusionista effettuerà una breve visita per valutare le condizioni generali di salute, e un colloquio per accertare eventuali situazioni che rendano la donazione controindicata per il donatore o per il ricevente.

Clicca qui per i "Criteri di idoneità - sospensione temporanea o definitiva".

La donazione

Se si è ritenuti idonei alla donazione, il donatore sarà invitato ad accomodarsi su un lettino della sala in cui, personale infermieristico specializzato, effettuerà un prelievo di alcune provette di sangue per i test di laboratorio. Immediatamente dopo, con assistenza costante, avrà luogo la donazione.
Per ovvie ragioni igienico-sanitarie, tutti i materiali utilizzati sono sterili e monouso.

Il ristoro

Dopo il prelievo viene offerto, in un'apposita saletta, un ristoro per reintegrare i liquidi e migliorare il comfort post donazione.

Precauzioni post donazione

Dopo la donazione è necessario: bere abbondantemente (non alcolici); evitare l'attività fisica intensa; astenersi dall'affrontare lunghi viaggi al volante.

Informazioni per i lavoratori

Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta per legge (decreto legislativo 10 settembre 2003, n°276) una giornata di riposo retribuita; occorre farsi rilasciare dal Servizio Trasfusionale la dichiarazione di avvenuta donazione.

Informazioni per gli studenti

I Servizi Trasfusionali possono rilasciare immediatamente una dichiarazione che attesta l'avvenuta donazione; il documento è utilizzabile ai fini di una giustificazione scolastica per ingresso ritardato.

Alcune persone, soprattutto negli anni passati, hanno frainteso il ruolo delle associazioni del dono e hanno scelto di diventare donatori senza iscriversi ad alcuna associazione, ritenendosi in questo modo più liberi. La normativa sanitaria vigente promuove e sostiene la donazione volontaria, associata, periodica, anonima e non remunerata del sangue e degli emocomponenti. In particolare, alle associazioni è riconosciuto il compito esclusivo di chiamata alla donazione, da attuarsi secondo la programmazione definita d'intesa con la struttura sanitaria di riferimento e la Regione. In altre parole, gli ospedali comunicano alle associazioni i fabbisogni settimanali, l'andamento delle scorte, eventuali situazioni di criticità o al contrario di eccedenza di sangue, e le associazioni invitano di conseguenza alla donazione i propri soci sulla base delle loro caratteristiche (gruppo sanguigno, data dell'ultima donazione...). I donatori non associati sfuggono a questo modello e, per quanto il loro gesto sia animato dai medesimi nobili propositi, il loro dono non contribuisce al piano di programmazione delle attività trasfusionali ("donare ciò che serve quando serve").

  • È un'associazione su cui si può sempre fare riferimento. Il donatore associato può usufruire della competenza che Fidas Verona può garantire nel campo socio-sanitario.
  • È un'associazione che promuove i valori umani; è ricca di attività nel volontariato e opera sul territorio veronese da oltre 60 anni.
    Fidas Verona conta quasi 12.000 aderenti in 77 sezioni sparse in tutta Verona e provincia.
  • È un'associazione che tutela e stimola il donatore offrendo un aggiornamento costante sul mondo della donazione attraverso materiale informativo e la pubblicazione periodica del proprio giornale associativo Noi Donatori.
  • È un'associazione al passo con i tempi. Tramite la App Fidas Verona (disponibile per iOS e Android – clicca qui per effettuare il download) i donatori possono conoscere le news sul mondo trasfusionale, gli eventi in programma e accedere alla propria area riservata (clicca qui per ottenere la password personale) per tenere sotto controllo le donazioni effettuate e pianificare le successive.
  • Associarsi a Fidas Verona non costa nulla. Tanti donatori affiliati ad un grande gruppo possono costituire un esempio da imitare per la società.